30/08/16

E BUONA NOTTE

- Frequenze curiosity -


Cuscino cucito mano 41 centimetri x 41 centimetri, misura standard da interni, in feltro e cotone.

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29/08/16

ESTATI D'ANIMO

- Frequenze news -
 

La grande ricerca è terminata e anche quest’anno ha dato risultati sorprendenti.
Il pezzo per amplificare quella malinconia che ti si aggrappa a scimmia, detta comunemente fine dell'estate, è stato scelto.

Per risparmiarvi inutili sofferenze non vi parlerò della band in questione, a patto che mi promettiate di ascoltare la canzone, con un clinex a portata di mano.

28/08/16

GIOCARE COL FUOCO pt.113

- Frequenze Curiosity -



DAVID BOWIE
RAGAZZO SOLO, RAGAZZA SOLA
(Space Oddity), 1970

Lo scopo di questa bizzarra versione era di lanciare il giovane Bowie anche sul mercato discografico nostrano attraverso una rilettura molto infedele di Space Oddity trasposta in italiano da Mogol.  L'accenno al volo è tutto quello che rimane del testo originale, completamente stravolto in questa versione .

Il brano si rivede solo nel 1982, incluso nella raccolta non autorizzata Bowie Rare e poi nel 2012 ha fatto parte della colonna sonora del film Io e te diretto da Bernardo Bertolucci.



In occasione della tappa italiana della mostra retrospettiva David Bowie Is al MAMbo di Bologna, già aperta al pubblico fino al 13 Novembre, è stato ristampato un singolo in edizione limitata di Ragazzo solo, ragazza sola con London Bye Ta-Ta sul lato B.


24/08/16

BLOOD ORANGE - FREETOWN SOUND

- Frequenze news -


Dev Hynes non l'ho mai capito del tutto.
Per nulla come Lightspeed Champion prima, molto poco come Blood Orange dopo.
Forse un buon ghostwriter a giudicare dai committenti (Florence and the Machine, The Chemical Brothers, Kylie Minogue), anche interessante su qualche traccia sporadica, mai convincente sulla lunga.
Come dire, il classico prodottino patinato sponsorizzato da critici sovrappeso malati di novità, spendibile giusto sui canali brand new con un tempo di decadenza molto basso. (Questo è ciò che pensa ancora il mio socio, lo so; io non ci andavo troppo distante.)

Ecco bene, potete pensarla anche diversamente, l’importante è che abbiate capito cos'abbia rappresentato finora per me quest'uomo.

La Domino dal canto suo ci ha sempre creduto, ed ora posso dire anche che ci abbia visto lungo, perchè dopo cinque tentativi cosi cosi, il tizio ha centrato il piattello con un album finalmente coeso - nonostante la lunghezza - impegnativo, vario, mellifluo, soffuso e cangiante

Finalmente.

E se sono arrivato per ultimo, scusate il ritardo.

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Parentesi del socio: di Blood Orange ho il primo disco "Coastal Grooves", che mi piace parecchio (I'm Sorry We Lied  è uno dei pezzi degli ultimi 10 anni che in assoluto preferisco), e che ad oggi ritengo sia il suo lavoro più sincero e diretto. E' un album finemente paraculo...ma di un paraculo più autentico, meno "studiato" di tutto ciò che ne è seguito.
Da lì in poi appoggio l'ipotesi "prodottino patinato". Questo album compreso, che quasi sempre tenta di essere tante cose famose già sentite (Prince, per esempio, che all'amico qui dà il giro dalle 20 alle 30 volte), senza mai riuscirci fino in fondo.
Come dire.....troppo artefatto per essere vero.
 

23/08/16

ANTHONY JOSEPH - CARIBBEAN ROOTS

- Frequenze Reviews -


Se non parlo adesso di questi dischi non ne parlo più.
Anche perchè sono abbastanza meteoropatico, certi suoni mi colpiscono quando il sole è alto, per poi scemare ai primi freddi seri.

Ero alla Feltrinelli di Milano pochi giorni fa e, come al solito, quando entro in posti dove la concentrazione di dischi è alta, sono preda di una sindrome di Stendhal che almeno per una buona mezzoretta non mi permette di acquistare nulla.
Questo semplicemente perchè vorrei tutto.

Per vincere questo problema comincio a spulciare le occasioni o la musica a cui, per questione di gusti, non tengo troppo, tipo il jazz solo suonato o la world music.

Ecco come sono incappato in Caribbean Roots.
Anthony Joseph lo conosco bene, ho 3 dischi a cui, dico la verità, non sono particolarmente affezionato, un paio di lui con la Spasm Band, che ogni tanto riascolto più che altro perchè hanno un gran tiro afro-funk che, se necessario, mi gasa di brutto.

Sinceramente non sapevo di suoi dischi in uscita, nè avevo letto nulla a riguardo, mi sono fidato del mio istinto e l'ho comprato. Ho fatto bene.

E' un bel disco, suonato da Dio...poi va bè....alla lunga la "spoken word" di Anthony può anche rompere i maroni, ma è questione di gusti.

La taglio corta: se vi piacciono Gil Scott Heron e le contaminazioni afro/Jazz/calypso/funk gettatevi a capofitto su questo piccolo gioiello. Musicalmente è un martello.

Ascolta QUA...........Anthony Joseph - Jimmy Upon That Bridge



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